Marco Chiantello DO MROI
Marco Chiantello DO MROI

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Tecniche

L'osteopata valuta approfonditamente la situazione clinica del paziente e poi, all'atto pratico ha un solo strumento: le mani! Sembra poco, in realtà egli è in grado di fare moltissimo, grazie ad una vasta gamma di modalità di approccio.  

Tecniche ad alta velocità e bassa ampiezza (AVBA o, alla maniera anglosassone, HVLA, i thrust, in sostanza)

Sono le tecniche più note, quelle che fanno fare un “pop” all’articolazione. Il concetto di base è quello di portare l’articolazione vicino al suo limite e imprimere rapidamente un movimento molto piccolo per permettere il fenomeno della cavitazione (il “pop” per l’appunto). Questo determina un calo del tono della muscolatura limitrofa e una sensazione di liberazione articolare da parte del paziente. In queste tecniche è essenziale avere il completo controllo dell’articolazione ed occorre molta precisione.

Tecniche ad energia muscolare (TEM)

E’ una modalità piuttosto raffinata che sfrutta la funzione neurologica e la forza del paziente. Permette di ripristinare la simmetria di movimento di un’articolazione. In sostanza, utilizzando un corretto posizionamento dell’articolazione da trattare e richiedendo al paziente una determinata contrazione muscolare, l’osteopata pian piano corregge il punto neutro articolare.

Tecniche articolatorie e sui tessuti molli

Sono le modalità di approccio più semplici, generalmente utilizzate come preparatorie al thrust o alle TEM. Anche in questo caso vi è un’ampia gamma di manualità per manipolare i tessuti molli allo scopo di iniziare a ridurre il tono e di mobilizzare le articolazioni per iniziare a introdurre dei parametri di movimento.

Tecniche Funzionali

Se con le modalità viste in precedenza si “forzava” il sistema contro le sue barriere, le sue limitazioni di movimento, con queste tecniche lo si asseconda. Vi sono studi scientifici che mostrano come, ponendo per esempio un’articolazione nel suo punto neutro e mantenendo tale posizione, dopo un certo tempo, il tono muscolare circostante tende a calare. Anche in questo caso si ha una liberazione, un ripristino della mobilità articolare. La stessa cosa avviene anche per i tessuti molli. Anche qui vi sono molteplici modalità e campi d’applicazione, per esempio la fascia o i visceri.

Tecniche Viscerali

È sbalorditivo quali interrelazioni ci possano essere tra le “disfunzioni” viscerali e il comportamento della struttura per quanto concerne il sintomo. Le motivazioni sono perlopiù di carattere neurovegetativo oltre che meccaniche. La complessa innervazione autonoma che interessa i visceri, mette capo a una grossa parte della colonna vertebrale e i visceri, hanno connessioni legamentose importanti prevalentemente con la parete addominale posteriore e il diaframma.

Tecniche cranio – sacrali

Altro grosso capitolo dell’osteopatia è l’ambito cranio – sacrale. Questa modalità di approccio si è sviluppata specialmente grazie al dott. W.G. Sutherland, stiamo parlando di fine ‘800/prima metà del ‘900. Da allora le cose sono evolute anche grazie alle strumentazioni e alla ricerca. Nonostante resta un ambito in cui è difficile produrre evidenze scientifiche, di fatto, la manipolazione cranio – sacrale produce cambiamenti nello stato di salute del paziente. La dott.sa Frymann ed il suo ospedale pediatrico in cui il trattamento osteopatico cranio – sacrale è la base, sono un esempio della validità della tecnica.

 

Anche in questo caso si tratta di ripristinare quelle micromobilità alterate, che l’osteopata impara a percepire, a livello delle articolazioni tra le ossa craniche. Perciò, correggendo la mobilità e sempre per ragioni legate all’innervazione autonoma, si ha una normalizzazione della funzione ed una riduzione di sintomi.

OSTEOPATA dal 2002, iscritto al Registo degli Osteopati d’Italia (ROI), FISIOTERAPISTA dal 1995, ho collaborato per 4 anni con la Federazione Italiana Di Atletica Leggera (FIDAL), DOCENTE di osteopatia da 14 anni circa in scuole riconosciute dal ROI, ho insegnato al Master di Riabilitazione Sportiva e Rieducazione del Gesto Atletico. CONTATTAMI

Professione

Osteopatia

Sono Osteopata! Inutile dirlo, è la mia passione, aiutare le persone a riconciliarsi con la salute. Un lavoro che mi appaga e mi appassiona, lo faccio ormai da circa 17 anni, semplicemente, usando le mani, la testa e il cuore. Uno dei miei mentori, Rollin Becker, diceva “life in motion”…la vita in movimento, un continuo respirare del corpo, dei suoi tessuti, delle sue cellule, la vita in ogni respiro.

Formazione

Insegno osteopatia e organizzo corsi Post Graduate. L'insegnamento è nato in parallelo alla mia vita da osteopata, un po’ per vocazione, un po’ per passione, anni fa ero un insegnante di judo…. Ormai da 17 anni assisto e fornisco il mio contributo a nuove generazioni di osteopati che nel corso degli anni condividono al mia stessa scelta di vita.

Informazioni

OSTEOPATA dal 2002, iscritto al Registo degli Osteopati d’Italia (ROI), FISIOTERAPISTA dal 1995, ho collaborato per 4 anni con la Federazione Italiana Di Atletica Leggera (FIDAL), DOCENTE di osteopatia da 14 anni circa in scuole riconosciute dal ROI, ho insegnato al Master di Riabilitazione Sportiva e Rieducazione del Gesto Atletico.

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